MalatjA

Questa non è la biografia del solito gruppo emergente in cerca di successo, la nostra assomiglia di più ad una storia di periferia che sa di pasta e fagioli, di opportunità negate, di rabbia inespressa, di puro meridionalismo. Era il 1993 e a Seattle esplodeva il “grunge” ma nell’ entroterra campano, tra i carciofi arrostiti, nulla sembrava cambiare. Il sole estivo ci regalava pomeriggi meditativi ma le fermentazioni della spazzatura agli angoli delle strade distruggevano ogni segno bucolico. Angri non era Los Angeles, ma a noi piaceva: così statica così priva di opportunità, così fatalmente decadente. La decadenza è il gradino più basso; da lì puoi solo risalire… e noi risalimmo perchè era giunto il momento di gridare che la polvere delle nostre strade, l’accento sconcio del nostro dialetto e le esalazioni nocive del fiume Sarno erano più rock delle unghie laccate di Dave Navarro. Cantavamo e cantiamo la decadenza delle periferie di camorra, le campagne sconfinate senza vento. Abbiamo suonato ovunque ma non abbiamo mai cercato nulla, forse non vogliamo nulla, abbiamo già tutto: la periferia del mondo.

Tu che ne saje addò fa juorn?

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